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   Andiamo in trasferta... Minimize  

 Andare allo stadio diventa, stagione dopo stagione, sempre più complesso.

Prima i biglietti nominali e gli stewards, poi la famigerata tessera del tifoso che tutti i mali deve eliminare, i tornelli, le vie di fuga le restrizioni e tutti gli annessi e connessi.
Non è mio dovere, ne diritto stare a sindacare su regole che possono sembrare assurde o che assurde lo sono, ma come cittadino, come uomo e come tifoso amante del calcio e dello sport mi chiedo se queste restrizioni siano davvero utili a fermare la violenza.
Questa riflessione mi viene dopo aver ascoltato le testimonianze di quelli che a Casale M.to si sono trovati nel bel mezzo di una guerriglia, grazie alla mal organizzazione delle forze dell'ordine che si sono ritrovati a gestire persone sole con tessera del tifoso, quindi, almeno secondo il ministro Maroni, educate e non violente, iniseme a quei cattivoni che decidono di andare a vedersi una partita senza voler essere schedati e che, qui l'assurdità, possono stazionare nelle tribune con i tifosi di casa.
In tutto questo c'è qualcosa che non mi torna.
Qualcuno può spiegarmi perchè se mi faccio schedare mi mettono in curva segregato dal mondo e se invece non faccio la tessera del tifoso posso mischiarmi con gli altri?
Perchè se sono buono mi metti in castigo solo soletto e se sono cattivo posso stare con gli altri?
Anche ai bambini viene spiegato il contrario se sei buono si gioca tutti insieme, se disobbedisci ti metto nell'angolo.
A Casale è successo tutto ciò con l'aggravante che a fine partita “buoni” e “cattivi” si sono ritrovati nello stesso settore nell'attesa di poter uscire dallo stadio.
Questo ha permesso ai tifosi del Casale di organizzarsi per “attaccare” chi raggiungeva tranquillamente la propria vettura, mettendo a rischio l'inculumità di tifosi e forze dell'ordine che avevano l'obbligo di scortare i tifosi bustocchi.
Pazzesco? Di sicuro, ma la verità è che queste regole giuste o sbagliate che siano vanno rispettate e l'unico modo per agevolare l'entrata e l'uscita dallo stadio è quella di rimanere uniti durante il viaggio.
Per questi motivi vi invito a tenere in maggior considerazione la possibilità di andare in trasferta con il pulman che “il Tigrotto” allestirà, al raggiungimento del numero minimo, per tutte le trasferte della Pro.
 
Questo ci permetterà di restare insieme a divertirci, discutere di calcio, della nostra Pro bere qualche birretta e mangiare qualcosa insieme, senza avere il problema dell'auto rovinata o del sasso che ci viene lanciato addosso da qualche deficiente.
I pulman, infatti, vengono lasciati in zone molto vicine all'ingresso dove azioni scellerate sono controllate dalle forze dell'ordine.
 
Davide Mara
 
     
  
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